Storia · 历史
Guerre dell'Oppio, la Rivolta dei Taiping e la Caduta dei Qing: Il Secolo dell'Umiliazione
L'INSIDER PERSPECTIVE: IL TRAUMA CHE SPIEGA IL PRESENTE
Se volete capire perché il governo e la popolazione cinese di oggi siano così ipersensibili sulla questione della sovranità territoriale (da Taiwan alle questioni marittime) e perché il ringiovanimento nazionale (Minzu Fuxing) sia l'obiettivo prioritario della leadership contemporanea, dovete comprendere il concetto del "Secolo dell'Umiliazione" (Bainian Guochi). Questo periodo, iniziato nel 1839 con la Prima Guerra dell'Oppio e conclusosi nel 1949, ha visto il crollo drammatico di un impero millenario sotto i colpi dell'imperialismo occidentale e giapponese, riducendo la Cina a uno stato semi-coloniale.
Come insider che vive a Shanghai, basta passeggiare lungo il Bund per vedere con i propri occhi le tracce fisiche di questo trauma: gli edifici bancari coloniali europei eretti sulle sponde del fiume Huangpu dove un tempo i cinesi non avevano libero accesso.
LE GUERRE DELL'OPPIO E I TRATTATI INEQUALI
Per colmare il deficit commerciale causato dall'acquisto massiccio di tè, seta e porcellana cinese, la Compagnia Britannica delle Indie Orientali iniziò a contrabbandare illegalmente in Cina enormi quantità di oppio prodotto in India, creando una tremenda epidemia di tossicodipendenza che devastò la società e le casse dello Stato.
- La Prima Guerra dell'Oppio (1839 – 1842): Nel 1839, il corruttibile ed incorruttibile funzionario Lin Zexu fu inviato a Canton, dove sequestrò e distrusse pubblicamente a Humen oltre 20.000 casse d'oppio britannico. La Gran Bretagna rispose inviando la propria flotta a vapore corazzata, sbaragliando le difese costiere cinesi.
- Il Trattato di Nanchino (1842): Il primo dei cosiddetti "Trattati Inequali". La Cina fu costretta a cedere l'isola di Hong Kong alla Gran Bretagna, ad aprire cinque porti al commercio straniero (tra cui Shanghai e Canton), a pagare enormi indennità di guerra e a concedere l'estraterritorialità giudiziaria ai cittadini stranieri.
- La Seconda Guerra dell'Oppio e la Distruzione del Palazzo d'Estate (1856 – 1860): Una seconda aggressione anglo-francese portò le truppe straniere fino a Pechino. Nel 1860, per rappresaglia, le truppe britanniche e francesi saccheggiarono e diedero alle fiamme il meraviglioso Palazzo d'Estate Antico (Yuanmingyuan), una ferita storica mai rimarginata.
LE GUERRE CIVILI E LA RIVOLTA DEI TAIPING (1850 – 1864)
Mentre le potenze straniere aggredivano le coste, l'interno della Cina fu sconvolto dalla più sanguinosa guerra civile della storia umana: la Rivolta dei Taiping.

- Guidata da Hong Xiuquan, un visionario convertito a un cristianesimo eterodosso che si proclamava fratello minore di Gesù Cristo, la rivolta fondò il "Regno Celeste della Gran Pace" con capitale a Nanchino.
- La guerra tra i Taiping e gli eserciti imperiali Qing (affiancati da mercenari stranieri come la Ever Victorious Army di Charles Gordon) durò 14 anni e causò tra i 20 e i 30 milioni di morti, devastando le province più ricche del Sud.
L'IMPERATRICE VEDOVA CIXI E LA RIVOLTA DEI BOXER (1900)
Negli ultimi decenni dell'impero, il potere effettivo fu concentrato nelle mani dell'Imperatrice Vedova Cixi (Cixi Taihou), che governò dietro le quinte per quasi mezzo secolo:
- Cixi soffocò nel 1898 la "Riforma dei Cento Giorni" promossa dal giovane imperatore Guangxu e dagli intellettuali Kang Youwei e Liang Qichao per modernizzare lo Stato in senso costituzionale.
- Nel 1900, la disperazione popolare scatenò la rivolta anti-straniera della società segreta dei "Pugni di Giustizia e Concordia" (I Boxer). Cixi tentò di usare i Boxer per cacciare gli stranieri, dichiarando guerra alle potenze occidentali.
- L'Alleanza delle Otto Nazioni (Gran Bretagna, Francia, Germania, Russia, Stati Uniti, Giappone, Italia e Austria-Ungheria) occupò Pechino, saccheggiò la capitale e impose l'umiliante Protocollo dei Boxer del 1901.
LA RIVOLUZIONE XINHAI E LA CADUTA DEI QING (1911)
L'impero era ormai un guscio vuoto privo di legittimità. Il 10 Ottobre 1911, la rivolta militare di Wuchang scatenò la Rivolta Xinhai. Una dopo l'altra, le province dichiararono la propria indipendenza da Pechino.

Il 12 Febbraio 1912, l'ultimo imperatore bambino Puyi (di soli sei anni) abdicò al trono, ponendo fine non soltanto alla dinastia Qing, ma a duemiladuecento anni di impero autocratico in Cina.

